Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

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il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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sabato, 10 maggio 2008

"Siamo tantissimi!" - comunicato dopo il 1° maggio

“Siamo tantissimi!"

"Siamo tantissimi!" - questo gridavano i migranti dal carro che apriva la MayDay008, addobbato dagli striscioni che riportavano le rivendicazioni di questa MayDay: regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario, fine del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, chiusura di tutti i CPT dentro e fuori l'Europa.


Subito dietro un grande striscione fatto di tanti pezzi, i pezzi della catena transnazionale di lotta dei migranti, un filo che lega le tante tappe di una lotta che si aggira per l'Europa e ne supera i confini, comunicando con l'Africa e gli Stati Uniti, la lotta dei  migranti: taciuta dai media, ignorata da buona parte del mondo politico, temuta da chi costruisce discorsi politici sulla pelle dei migranti. A racchiudere tutto questo bastano due slogan: "No Borders, No Precarity!" scelto come slogan dell'euromayday008 e l'appello partito da Milano: contro la precarietà e il regime dei confini, transnazionalizzazione e autorganizzazione delle lotte.

In questa Euromayday è stata vinta una scommessa, è venuta meno la separazione
tra le lotte dei migranti da quelle contro la precarietà del lavoro, la centralità politica delle rivendicazioni dei migranti è innanzi tutto questo: la conquista di un protagonismo migrante che evade dai confini politici entro i quali vogliono ingabbiare il lavoro migrante. Confini di comunità, confini di cultura, confini di lingua, confini di provenienza, confini che separano e dividono i lavoratori migranti da tutti gli altri, costringendoli nell'angolo di un ricatto continuo, della diffidenza, della paura alimentata da retoriche razziste.

La presa di parola dei
migranti ha però mostrato un'altra cosa. Sotto il sole di Milano i migranti hanno
fatto vedere a cosa serve tutto questo e se ne sono fatti beffa: "Ci minacciano parlando di 300mila guardie pronte ad espellerci, ma nessuno ci fa paura!". Questa la risposta che da Milano arriva dritta a chi sulla pelle dei migranti costruisce il suo discorso politico e che interpella tutti.

Ma ci hanno detto anche altro, svelando a
cosa serve questo discorso: serve a celare il silenzio a cui si vuole ridurre il lavoro, in tutte le sue forme, atipiche, precarie, 'tradizionali' come qualcuno le chiama, senza vedere che la precarietà colpisce nelle fabbriche come nei call center, nei campi come nell'edilizia, nell'informazione come nei servizi. La costrizione e il ricatto contro il lavoro migrante sono l'arma con la quale vengono colpiti tutti i lavoratori, alimentando la paura e il sospetto. È un ricatto destinato a stringere ancora di più la sua morsa: è fresca la notizia che il parlamento europeo si appresta ad approvare una direttiva per allungare fino a 18 mesi la permanenza nei CPT. Una prospettiva che rende ancora più urgente il prossimo anello della catena transnazionale di lotta dei migranti del prossimo 6 giugno a Varsavia, contro l'agenzia europea di controllo delle migrazioni FRONTEX.

Se sempre più lavoratori
sono migranti, se questi sono sempre più ricattati, ridotti al silenzio, minacciati con i CPT e dal governo europeo delle migrazioni, sono tutti i lavoratori a doversi preoccupare, perché come è già accaduto poi toccherà a loro, perché tocca già anche a loro: la 'sicurezza' che spacciano come soluzione è un paravento, e non servirà ad aggiustare i conti delle famiglie, a conquistare diritti sul posto di lavoro, a rivendicare reddito, a costruirsi un futuro senza essere 'a disposizione' del padrone di turno.

Per questo il protagonismo dei migranti parla a tutto il lavoro, abbatte
una gabbia e rilancia in avanti una lotta comune: comune è la lotta dei migranti con i precari, comune è la richiesta di una regolarizzazione permanente, subito, per farla finita con le sanatorie truffa, tutte interne alla logica dello sfruttamento del lavoro migrante e della precarizzazione, con la falsità dei decreti flussi e della 'clandestinità' usata per criminalizzare i migranti quando non servono più, quando sono già stati sfruttati abbastanza, quando è ora di indicare un nemico.

Noi
crediamo che sia da qui, dal protagonismo migrante e dalla sua capacità di parlare a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, che dobbiamo rilanciare e continuare questa lotta. Per questo quando parliamo di lavoro migrante parliamo di tutto il lavoro, per questo i migranti, il primo maggio, gridavano "Siamo tantissimi" e dietro avevano migliaia di persone: migranti, italiani, precari, lavoratori.

Per continuare a lavorare in questa direzione saremo domani a Monza, presso la F.O.A. Boccaccio, alla prima assemblea per la costruzione del percorso della LongMayDay [leggi il comunicato della rete euromayday Milano008]

Laboratorio Antirazzista e delle resistenze sociali "L'incontro" - La Spezia
Coordinamento Immigrati Brescia
Coordinamento Migranti Bologna
Coordinamento Migranti Vicenza
Gruppo Migranti Torino

postato da: coordmigranti alle ore 19:01 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, mayday008
martedì, 06 maggio 2008

Report mayday008/4 - video dal carro migranti

Due contributi video dal carro dei migranti alla MayDay008 [vedi sotto per foto e contributi audio dal corteo]

"Pace e permesso di soggiorno per tutti!"



Si balla ma non solo... "Dobbiamo ragionare, dobbiamo essere capaci di preparare qua in Italia uno sciopero del lavoro migrante, che dimostri che siamo sì lavoratori, ma siamo anche gente che conta, che lotta, che parla, che si ribella! [..] Faranno l'Expo.. noi sappiamo cosa vuol dire, significa quello che è stato a Torino: lavoro a 1 euro e mezzo l'ora!"



domenica, 04 maggio 2008

Report MayDay008/2 - foto: la MayDay vista dal carro dei migranti

NB: CLICCA SULLE FOTO PER ACCEDERE ALLA GALLERIA COMPLETA
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In migliaia in corteo dietro al carro dei migranti

In decine di migliaia hanno sfilato questo primo maggio a Milano per la EuroMayDay008 in contemporanea con numerose città europee, tra cui Aachen, Amburgo, Madrid, Lisbona, Malaga, helsinki, Vienna. Una parade lunghissima e colorata, aperta dal carro dei migranti: uno spezzone di migliaia di persone, cresciuto lungo il percorso fino a piazza Castello, che ha rilanciato la centralità del lavoro migrante in questa MayDay008.

DSC_6192Lo striscione della catena transnazionale di lotta dei migranti: da Bamako a Milano

"Immigrati, non lasciateci soli con gli italiani", recitava uno striscione appeso da un terrazzo lungo il percorso della MayDay, i migranti hanno risposto con oltre 3 ore di musica e parole per rivendicare una regolarizzazione per tutti i/le migranti, la rottura del legame tra permesso di soggiorno e lavoro, la chiusura dei CPT. Parole che in questa MayDay sono diventate parole comuni, in grado di unire le lotte dei precari e dei migranti.

DSC_6192Lo slogan simbolo della MayDay008: No borders, No precarity!

Erano presenti delegazioni da La Spezia, Brescia, Vicenza, Bergamo e numerose altre città, due pullman da Torino. Da Bologna, i due pullman organizzati dal Coordinamento Migranti non hanno potuto accontentare tutti, c'è chi è dovuto partire in macchina, chi in treno, chi forse è rimasto a casa: a tutti questi diciamo grazie e che presto ci rivedremo.

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Un momento dell'arrivo del Coordinamento Migranti Bologna in porta Ticinese
postato da: coordmigranti alle ore 15:58 | link |
categorie: foto, tavolo migranti, migranti antirazzismo, mayday008
mercoledì, 19 marzo 2008

Materiali: la condizione del lavoro migrante

Si è svolta a Torino, l'8 marzo, la giornata di discussione organizzata dal Gruppo Migranti di Torino sul tema del lavoro migrante, in seguito potete trovare un resoconto degli interventi.

In più occasioni, a partire dall’assemblea delle reti migranti e antirazziste che si sono incontrate a Brescia dopo la straordinaria manifestazione dello scorso 24 ottobre, abbiamo registrato la necessità di ripensare e approfondire il discorso politico su lavoro migrante e cittadinanza. Per questo motivo, in connessione con numerose realtà attive sul resto del territorio nazionale, abbiamo deciso di aprire uno spazio di discussione da articolare in alcuni incontri seminariali. Il primo appuntamento, a Torino, ci ha portato a discutere di lavoro migrante e irregolarità, categorie essenziali – tra le altre cose – per approssimare la realtà del lavoro espressa dal nostro territorio. Tale appuntamento è particolarmente urgente alla luce dell’attuale situazione politica, che ci richiede uno sforzo di immaginazione nel tentativo di anticipare la forma e i contenuti delle lotte dei migranti dei prossimi anni. E’ necessario riproporre la centralità del lavoro migrante e riaffermarne il protagonismo, dal momento che nessuna delle forze che si candidano oggi al governo del paese pare intenzionata a mettere in discussione due leggi ugualmente inaccettabili, la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini.

Leggi il resoconto in formato .pdf

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giovedì, 06 marzo 2008

Torino - Milano: verso un primo maggio dei migranti

lavoro_migrante

Un'occasione da non perdere
 
Il primo maggio degli ultimi due anni, il gigante addormentato ha alzato la testa: milioni di lavoratori e lavoratrici migranti hanno riempito le strade degli Stati Uniti, da nord a sud, da est ad ovest. Il primo maggio di quest'anno i migranti saranno nuovamente in piazza a Washington in quella che promette di essere una enorme manifestazione per reclamare la fine della condizione di illegalità, della costante minacciadi espulsione, dell'invisibilità che rendono le loro vite ancora più precarie.
In Italia e in Europa, negli ultimi anni, il movimento dei migranti è cresciuto nel segno della lotta, dell'organizzazione autonoma e del protagonismo. Contro l'invisibilità e il silenzio politico cui la Turco-Napolitano prima e la Bossi-Fini poi hanno cercato di costringerli, i migranti hanno preso parola, hanno portato avanti le proprie rivendicazioni.
Percorsi, prese di parola, protagonismo che costituiscono una forza sociale imprescindibile.
In Italia e in Europa, l'Euro May Day è stato un processo fondamentale in cui tutti i precari hanno potuto sperimentare nuove forme di organizzazione, comunicazione, visibilità e conflitto Un processo che ha saputo riconoscere la crisi della rappresentazione tradizionale del lavoro, dando spazio politico a quelle molteplici e specifiche esperienze di lavoro e di vita che chiamiamo precarietà. Un processo che non si è concluso, ma rilancia ogni anno la propria sfida. Il prossimo primo maggio, a Milano, è un'occasione da non perdere.
Queste esperienze e questi percorsi di lotta possono intrecciarsi. La specificità delle condizioni di vita e di lavoro dei migranti, la doppia precarietà che vivono come lavoratori e a causa del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, sono un terreno di lotta che riguarda tutti lavoratori. È a causa di quel legame che il lavoro migrante diventa una leva per la precarizzazione del lavoro nel suo complesso. Per questo, una lotta comune dei precari a partire dalla specificità del lavoro migrante, capace di definire obiettivi condivisi, è molto di più che semplice solidarietà: è un passaggio obbligato nella lotta alla precarizzazione sociale.

All'assemblea del 9 marzo proponiamo una May Day che sappia esprimere la rabbia, le rivendicazioni di tutti i precari e le precarie, assumendo come priorità politica la visibilità e il protagonismo dei migranti. Pensiamo che quest'anno in modo inedito e forse nuovo il processo della May Day possa stabilire un legame politico effettivo tra le lotte dei migranti e quelle degli altri precari. Crediamo che quest'anno si debba stabilire un collegamento evidente e vivo tra la giornata del primo maggio in Europa e quella negli Stati Uniti, nel segno della dimensione globale e transnazionale delle lotte dei migranti. Questa è un'occasione da non perdere.

9 Marzo 008
Assemblea pubblica in preparazione dell'Euromayday 008
Ore 14.00, Ponte della Ghisolfa, viale Monza 255, Milano


Laboratorio Antirazzista e delle resistenze sociali "L'incontro" - La Spezia
Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento migranti Bologna
Coordinamento migranti Vicenza
Gruppo migranti Torino
Rete dei cittadini di fatto, Milano
Intelligence Precaria


Come raggiungere l'appuntamento di Torino:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Come raggiungere l'assemblea di Milano:


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....e nel frattempo:

continua la catena transnazionale di iniziative di lotta dei migranti che passerà per Torino l'8 marzo: in migliaia sono scesi in piazza in Spagna il 23 febbraio nella prima giornata nazionale per la dignità dei migranti. Nella foto un momento del corteo a Siviglia, tappa della catena transnazionale di lotta:

069_portlatino
altre foto QUI
leggi tutto: transationalisation now! su noborder.org
venerdì, 29 febbraio 2008

Torino - 8 marzo - seminario verso un primo maggio dei migranti

 
In più occasioni, a partire dall’assemblea delle reti migranti e antirazziste che si sono incontrate a Brescia dopo la straordinaria manifestazione dello scorso 24 ottobre, abbiamo registrato la necessità di ripensare e approfondire il discorso politico su lavoro migrante e cittadinanza. Per questo motivo, in connessione con numerose realtà attive sul resto del territorio nazionale, abbiamo deciso di aprire uno spazio di discussione da articolare in alcuni incontri seminariali. Se a Bologna è in cantiere un appuntamento per discutere di cittadinanza, il gruppo migranti di Torino promuove un seminario in cui discutere di lavoro migrante e irregolarità, categorie essenziali – tra le altre cose – per approssimare la realtà del lavoro espressa dal nostro territorio. Tale appuntamento è particolarmente urgente alla luce dell’attuale situazione politica, che ci richiede uno sforzo di immaginazione nel tentativo di anticipare la forma e i contenuti delle lotte dei migranti dei prossimi anni. E’ necessario riproporre la centralità del lavoro migrante e riaffermarne il protagonismo, dal momento che nessuna delle forze che si candidano oggi al governo del paese pare intenzionata a mettere in discussione due leggi ugualmente inaccettabili, la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini. L’appuntamento di Torino costituisce la terza tappa di una catena transnazionale di mobilitazioni che coinvolgono i migranti di città come Amsterdam e Siviglia, Bamako e Varsavia, Ceuta e Londra. Ma soprattutto, esso si propone la costruzione di una manifestazione di massa dei migranti per il prossimo primo maggio. Una manifestazione che, in collegamento con la giornata di lotta prevista nello stesso giorno negli Stati Uniti, può mettere in evidenza la dimensione globale e transnazionale delle lotte dei migranti. Per tutti questi motivi, l’appuntamento è fissato per


Sabato 8 marzo, ore 10

presso il circolo Fuori Luogo, corso Brescia 14/c - Torino


La giornata si articolerà in due momenti. Dopo una presentazione della catena transnazionale di lotta dei migranti da parte di Najat Achak (Tavolo Migranti – Frassanito Network) e la presentazione di una proposta per un primo maggio dei migranti da parte di Edda Pando (Associazione Todo Cambia – Milano), nel corso della mattinata sono previsti interventi per inquadrare il problema “lavoro migrante”, con relazioni principali di

Salvatore Cominu – Sandro  Mezzadra

Paola Rudan – Devi Sacchetto


Il pomeriggio sarà invece dedicato a un dibattito sulle esperienze di organizzazione autonoma dei migranti, in cui tutte le realtà del territorio nazionale sono invitate a prendere parola.

organizza: Gruppo Migranti – Torino



Quattro FAQ a proposito della
catena transnazionale di lotta dei migranti:


Quelle che seguono sono alcune informazioni generali a proposito della catena transnazionale di lotta dei migranti "Combatti il mostro! Contro il regime dei confini, transnazionalizzazione ora!", che passerà per Torino il prossimo 8 marzo, dopo le iniziative di Amsterdam e Siviglia:

Qual è il background di questa idea?


Durante un'assemblea del Frassanito network dello scorso novembre, ci si è posti il problema di capire se e in che modo fosse possibile un'altra iniziativa a livello transnazionale. Guardando al processo di organizzazione dei movimenti dei migranti degli ultimi due anni, abbiamo visto che la comunicazione si è stabilizzata e sviluppata, soprattutto attraverso lo scambio sempre più intenso sulla mailinglist action-2 (creata e sviluppata durante gli ultimi due forum sociali europei), attraverso molte assemblee e conferenze ma anche per mezzo della newsletter transnazionale "Crossing Borders!". Sul livello della cooperazione pratica, però, non è accaduto più nulla su scala transnazionale dopo il successo della giornata di lotta dei migranti del 7 ottobre 2006 (http://noborder.org/archive_item.php?id=376). Così, da una parte abbiamo pensato di ridare vita a una certa continuità sul piano dell'iniziativa pratica, dall'altra parte abbiamo cercato di evitare la ripetizione di un'altra giornata di azione singola e "artificiale". L'idea della catena è nata come un tentativo di costruire una cornice comune per iniziative diverse e di connetterle tra loro, iniziative che i diversi gruppi o reti stavano già progettando o preparando e che sono più radicate nei rispettivi contesti. Ma l'intento è stato anche di fare emergere con forza l'urgenza di sviluppare un reale processo di organizzazione transnazionale delle lotte dei migranti. Mentre il regime europeo delle migrazioni sta crescendo e si sta rafforzando dentro e fuori l'Europa, i migranti si stanno organizzando e lottano ogni giorno nei loro contesti locali. Certo, questi contesti sono molto diversi l'uno dall'altro, ma è fondamentale fare emergere ciò che è comune alle diverse condizioni di cui i migranti fanno esperienza dentro e fuori l'Europa, sapendo che le loro rivendicazioni sono tutte indirizzate contro lo stesso "mostro", il regime di controllo delle migrazioni. La catena allora è pensata come un passo in avanti verso questo "diventare comune"e nel processo di organizzazione transnazionale.

Quali sono stati i criteri per la composizione delle diverse tappe della catena?

In un primo momento, la nostra aspettativa è stata quella di costruire un contesto comune ad almeno 5 tappe in 5 diverse regioni, che potessero esprimere i diversi conflitti e lotte contro gli elementi chiave del regime di controllo delle migrazioni. Alla fine, siamo riusciti a connettere dieci diverse tappe: contro il regime di controllo dei confini e la sua esternalizzazione verso sud (Atene, Ceuta e Bamako) e verso est (Varsavia); contro le deportazioni e i centri di detenzione (Bamako, Amburgo, Londra); per la legalizzazione (Siviglia e Torino) e contro lo sfruttamento del lavoro migrante (Amsterdam, Siviglia, Londra e Torino). Certamente, è difficile anticipare le condizioni e le dinamiche dei conflitti nel lungo periodo. Ma le diverse tappe della catena offrono una cornice comune e una certa continuità pratica intorno agli aspetti centrali delle migrazioni.

Quali sono gli elementi di connessione della catena?

Oltre al documento comune, che è disponibile in diverse lingue e che può essere distribuito durante ciascuna tappa, chiediamo anche agli organizzatori delle diverse proteste di includere un discorso a proposito della catena, durante le manifestazioni o le conferenze. Così speriamo che i contenuti e il contesto comune della catena siano in qualche modo rappresentati in ogni tappa. Inoltre, abbiamo immaginato a uno "striscione che cresce", come un altro momento di connessione della catena. Si tratta di uno striscione con gli slogan principali e un riferimento a tutte le tappe della catena, che è stato presentato per la prima volta ad Amsterdam, durante la tappa inaugurale, e che ora viaggerà e crescerà di tappa in tappa: un altro striscione, quello della (vittoriosa) campagna dei lavoratori delle pulizie nei Paesi Bassi, sarà attaccato allo striscione comune e portato a Siviglia. A Siviglia sarà aggiunto un altro striscione, prima di inviarlo a Torino, poi a Bamako e così via. Se funzionerà, avremo uno striscione impressionante con tutti i contenuti e le diverse rivendicazioni che accompagnerà le ultime tappe della catena, a Malmoe e Ceuta.
Infine, stiamo cercando di organizzare un sito web comune su www.noborder.org, che possa anche contenere una photo-gallery.

Ci sono tappe particolarmente importanti nella catena?


Come abbiamo detto prima, le tappe sono state organizzate in modo da fare riferimento agli aspetti più importanti dei movimenti e delle lotte contro il "mostro" del regime di governo delle migrazioni. E, poiché si tratta di un'immagine comune, tutti gli elementi sono importanti. Nello stesso tempo, proponiamo a tutti coloro che partecipano alle diverse tappe di prestare particolare attenzione e mobilitare in occasione delle due date che sono in sé stesse transnazionali: il 6 giugno, contro Frontext, ci sarà una mobilitazione che non avrà luogo solo a Varsavia ma probabilmente anche in altre città, e che è combinata con l'idea di una protesta on-line "da qualunque luogo"; infine, durante il Forum Sociale Europeo di Malmoe, a settembre, avranno luogo molti seminari e workshop con una composizione transnazionale, e stiamo lavorando per creare in quell'occasione un momento in cui l'esperienza della catena transnazionale di lotta possa essere valutata collettivamente.

Info:
www.noborder.org
Tavolo_migranti@libero.it
frassainfo@kein.org


postato da: coordmigranti alle ore 10:09 | link |
categorie: tavolo migranti, migranti antirazzismo
venerdì, 15 febbraio 2008

Senza Chidere il Permesso N°8 - Il prossimo passo

Il Coordinamento Migranti Bologna e Provincia aderisce alla giornata di mobilitazione del 16 febbraio e in questa occasione rilancia l'iniziativa di lotta dei migranti a Bologna e Provincia:

  • Nei prossimi giorni presenteremo ai dirigenti di Prefettura e Ufficio Stranieri le rivendicazioni dei migranti per un reale miglioramento nelle procedure di rinnovo e rilascio dei permessi, e per la regolarizzazione di tutti coloro che hanno presentato domanda con il decreto flussi.
  • Il 24 febbraio invitiamo tutti i migranti e le associazioni ad una assemblea che si terrà presso il centro Zonarelli, per decidere insieme il prossimo passo nella nostra lotta: iper avvicinarci a questa assemblea presentiamo un numero speciale di "Senza Chidere il Permesso", il giornale delle lotte dei migranti.


Scarica il numero 8 - numero speciale di "Senza Chidere il Permesso":
verso l'assemblea del 24 febbraio

Testata_Senza_Chiedere_il_P
Scarica il comunicato stampa del Coordinamento Migranti

Comunicato stampa 16 febbraio