Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

Informazioni e Contatti

Telefono: 327-57-82-056
E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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martedì, 06 maggio 2008

Report mayday008/4 - video dal carro migranti

Due contributi video dal carro dei migranti alla MayDay008 [vedi sotto per foto e contributi audio dal corteo]

"Pace e permesso di soggiorno per tutti!"



Si balla ma non solo... "Dobbiamo ragionare, dobbiamo essere capaci di preparare qua in Italia uno sciopero del lavoro migrante, che dimostri che siamo sì lavoratori, ma siamo anche gente che conta, che lotta, che parla, che si ribella! [..] Faranno l'Expo.. noi sappiamo cosa vuol dire, significa quello che è stato a Torino: lavoro a 1 euro e mezzo l'ora!"



domenica, 04 maggio 2008

Report MayDay008/2 - foto: la MayDay vista dal carro dei migranti

NB: CLICCA SULLE FOTO PER ACCEDERE ALLA GALLERIA COMPLETA
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In migliaia in corteo dietro al carro dei migranti

In decine di migliaia hanno sfilato questo primo maggio a Milano per la EuroMayDay008 in contemporanea con numerose città europee, tra cui Aachen, Amburgo, Madrid, Lisbona, Malaga, helsinki, Vienna. Una parade lunghissima e colorata, aperta dal carro dei migranti: uno spezzone di migliaia di persone, cresciuto lungo il percorso fino a piazza Castello, che ha rilanciato la centralità del lavoro migrante in questa MayDay008.

DSC_6192Lo striscione della catena transnazionale di lotta dei migranti: da Bamako a Milano

"Immigrati, non lasciateci soli con gli italiani", recitava uno striscione appeso da un terrazzo lungo il percorso della MayDay, i migranti hanno risposto con oltre 3 ore di musica e parole per rivendicare una regolarizzazione per tutti i/le migranti, la rottura del legame tra permesso di soggiorno e lavoro, la chiusura dei CPT. Parole che in questa MayDay sono diventate parole comuni, in grado di unire le lotte dei precari e dei migranti.

DSC_6192Lo slogan simbolo della MayDay008: No borders, No precarity!

Erano presenti delegazioni da La Spezia, Brescia, Vicenza, Bergamo e numerose altre città, due pullman da Torino. Da Bologna, i due pullman organizzati dal Coordinamento Migranti non hanno potuto accontentare tutti, c'è chi è dovuto partire in macchina, chi in treno, chi forse è rimasto a casa: a tutti questi diciamo grazie e che presto ci rivedremo.

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Un momento dell'arrivo del Coordinamento Migranti Bologna in porta Ticinese
postato da: coordmigranti alle ore 15:58 | link |
categorie: foto, tavolo migranti, migranti antirazzismo, mayday008
mercoledì, 30 aprile 2008

Aggiornamento pullman da Bologna: posti esauriti

ATTENZIONE:

LE RICHIESTE DI PRENOTAZIONE SUPERANO I POSTI DISPONIBILI
CHI VUOLE VENIRE A MILANO SI PUO' PRESENTARE DOMANI MATTINA ALLE NOVE IN AUTOSTAZIONE E VEDERE SE NEL FRATTEMPO CI SONO RINUNCE.

Per chi va con mezzi propri ricordiamo che il carro delle realtà migranti sarà in testa al corteo. La partenza è alle 15, arrivare in porta Ticinese per tempo.
postato da: coordmigranti alle ore 09:27 | link |
categorie: migranti antirazzismo, mayday008
lunedì, 28 aprile 2008

May day, May day! 1° maggio - giorno di lotta del lavoro migrante

AVVISO:
I PULLMAN PER MILANO ORGANIZZATI DAL COORDINAMENTO MIGRANTI
PARTIRANNO DALL'AUTOSTAZIONE
IL RITROVO E' ALLE ORE 9
PER INFO E PRENOTAZIONI USARE I CONTATTI A FIANCO



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Di primo maggio dei migranti abbiamo iniziato a parlare a dicembre dello scorso anno. Dopo la grande manifestazione di Brescia del 27 ottobre e il successo della giornata di mobilitazione contro il protocollo con le Poste del 1 dicembre, arrivava dagli Stati Uniti una chiamata: tutti i migranti in piazza, nel mayday, per chiedere la regolarizzazione subito e la fine delle deportazioni. Da un paese con 11 milioni di cosiddetti irregolari e che ha visto crescere la mobilitazione dei migranti negli ultimi anni, era un appello da non lasciar cadere.

Per questo insieme ad altri abbiamo proposto un percorso verso un primo maggio dei migranti, che facesse risuonare anche in questa sponda dell’Atlantico la richiesta di una regolarizzazione subito, della chiusura dei CPT, della rottura del legame tra permesso di soggiorno e lavoro.

Era naturale che questo percoso s’incontrasse con il percorso della mayday: non soltanto perché la mayday ha sempre parlato di migranti, ma perché i migranti sono i precari tra i precari, e sulla loro pelle si è sperimentata la precarizzazione del lavoro, fino al punto estremo che fa coincidere la libertà con il volere del padrone. Perché questo vuol dire legare il permesso del soggiorno al contratto di lavoro. In tempi di Bossi-Fini e di vaneggiate nuove leggi nemmeno mai discusse, il dispositivo che lega la vita dei migranti alla precarietà diffusa del lavoro funziona alla perfezione, e produce permessi sempre più brevi, ricattabilità sempre più forte, clandestinità come mezzo di (s)regolazione del mercato del lavoro. In un mondo dove il confine tra regolarità e irregolarità si fa sempre più labile, dove i migranti vivono mesi e a volte anni con in mano una ricevuta che non vale niente, questa pare essere l’unica vera (s)regolazione prodotta dalla Bossi-Fini.

Di questo abbiamo parlato unendoci al percorso della mayday milanese, che quest’anno assume il sapore di una sfida particolare: adottare la centralità politica del lavoro migrante come chiave di lettura della precarietà. Una centralità che è più di una sommatoria, e che supera ogni idea di ‘classifica della sfiga’. La condizione migrante è infatti diventata in questi ultimi anni la dimensione di una nuova lotta che parla a tutto il lavoro, si diffonde, si radicalizza, avanza parole d’ordine precise.
A Bologna il percorso del Coordinamento Migranti si fa testimone e protagonista di questa dimensione, e alle mobilitazioni dello scorso anno si è aggiunta, come buon auspicio verso la mayday, la Terza Giornata dei Migranti del 20 aprile.

A guardarci bene, i migranti scesi in piazza dell’Unità a Bologna, come quelli che hanno fatto sentire la loro voce in questi anni in Italia e in Europa, chiedono le stesse cose e non guardano in faccia ai governi: la rottura del legame tra permesso di soggiorno e lavoro, una regolarizzazione slegata dal lavoro e dal salario, la chiusura di tutti i CPT dentro e fuori l’Europa. Quando la libertà è la posta più alta della lotta, non è facile giocare al ribasso.

La mayday ha assunto questa piattaforma come asse fondamentale del suo percorso. Un riconoscimento anche fisico, perché tutte le realtà che parteciperanno alla mayday hanno concordato sul fatto che saranno i migranti ad aprire grande corteo milanese. Non è solidarietà, è la voce che il protagonismo dei migranti ha saputo conquistarsi.

La richiesta di regolarizzazione che unisce la euro mayday è poi il riconoscimento che la lotta deve essere europea, perché dall’Europa vengono ormai le linee sulle politiche degli stati in materia di immigrazione. Il grido che attraverserà l’Atlantico il primo maggio di quest’anno ci dice però anche altro, ci parla della dimensione transnazionale delle lotte dei migranti, una dimensione cresciuta in questi mesi grazie alla Catena Transnazionale di cui Milano sarà una nuova tappa, inaspettata fino a poche settimane fa.

I migranti si muovono, e reclamano libertà di movimento e diritto di restare. Lo fanno mostrando a tutto il movimento una via da seguire. Quest’anno a Milano, in Europa, tra le due sponde dell’Atlantico, la mayday sarà davvero giornata di lotta di tutti i lavoratori. E per l’Italia sarà un bel messaggio rivolto a chi guarda al futuro sognando di irrigidire ancor di più la Bossi-Fini e di giocarsi tutto sulla pelle dei migranti: i migranti non ci staranno, le decine di migliaia che saranno a Milano questo primo maggio non ci staranno.

Non siamo soli, abbiamo amici e alleati in Europa e nel mondo. Non fanno guerre, lottano con noi.

Con chi parte con noi da Bologna ci vediamo all'autostazione alle 9.
Con tutti gli altri a porta Ticinese alle 15.
postato da: coordmigranti alle ore 15:02 | link |
categorie: migranti antirazzismo, mayday008
domenica, 27 aprile 2008


mayday008 Milano - porta Ticinese ore 15

1 maggio
mayday

No al legame tra permesso di soggiorno e lavoro!
Regolarizzazione subito!
Chiudere i CPT!

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Pullman da Bologna
giovedì 1 maggio
partenza ore 9 - autostazione

 info e prenotazioni:
327-57-82-056


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postato da: coordmigranti alle ore 20:40 | link |
categorie: migranti antirazzismo, mayday008
martedì, 22 aprile 2008

In centinaia in piazza per la Terza Giornata dei Migranti: FOTO - prenotazioni pullman per il primo maggio a Milano

clicca sulle immagini per vedere altre foto della giornata

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Per il terzo anno consecutivo, domenica 20 aprile, centinaia di migranti di Bologna e provincia hanno partecipato alla Giornata per i diritti e la libertà dei migranti in Piazza dell'Unità. Oltre i confini delle comunità, dai cinesi ai filippini, dai senegalesi ai marocchini ai pakistani hanno contributo con musica, balli e cibo a una giornata che è andata oltre la festa. Il primo torneo di Basket Migrante, che ha coinvolto le seconde generazioni, ha visto vincere a suon di Hip Hop una squadra cinese. Ma tutti noi migranti abbiamo vinto.

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Abbiamo mostrato che è possibile superare differenze e confini per discutere, organizzarci e lottare insieme contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, per la chiusura dei centri di detenzione, per la regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario. Contro quelli che ci vogliono divisi per cultura e comunità, abbiamo dimostrato che è possibile prendere parola insieme. Contro le retoriche razziste e criminalizzanti che cercano di metterci in competizione, diciamo che è possibile lottare insieme ai lavoratori italiani.
Da questa piazza è partito un forte appello alla partecipazione alla May Day 2008, per unire migranti e italiani contro i confini, contro la precarietà, per essere liberi di muoverci e di restare. In quello stesso giorno in molte città d'Europa e d'America i migranti scenderanno in piazza per la regolarizzazione,  perché è orami necessario andare oltre i territori locali e nazionali e rivendicare la libertà oltre i confini, a livello transnazionale.
Conosciamo la precarietà e diciamo che noi migranti siamo precari due volte. Come tutti i lavoratori, sperimentiamo sempre più contratti a tempo determinato, a progetto, attraverso agenzie interinali, nelle cooperative, nelle fabbriche, nelle case. Per noi migranti questo significa però rendere sempre più precaria la nostra libertà e la possibilità stessa di rimanere in Italia: se perdiamo il lavoro, rischiamo di diventare clandestini. E di essere rinchiusi nei C.P.T. in attesa di espulsione.
Per questo saremo in tanti a Milano, insieme a tutti i lavoratori, perché il ricatto del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro è un'arma "legale" usata contro di noi per precarizzare e impoverire tutto il lavoro.

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Primo maggio a Milano:
sono ancora disponibili posti sui pullman organizzati dal Coordinamento Migranti, ma è necessario prenotarsi chiamando il numero

327-57-82-056

scarica il numero 9 di Senza Chiedere il Permesso
CLICCA QUI
mercoledì, 19 marzo 2008

Materiali: la condizione del lavoro migrante

Si è svolta a Torino, l'8 marzo, la giornata di discussione organizzata dal Gruppo Migranti di Torino sul tema del lavoro migrante, in seguito potete trovare un resoconto degli interventi.

In più occasioni, a partire dall’assemblea delle reti migranti e antirazziste che si sono incontrate a Brescia dopo la straordinaria manifestazione dello scorso 24 ottobre, abbiamo registrato la necessità di ripensare e approfondire il discorso politico su lavoro migrante e cittadinanza. Per questo motivo, in connessione con numerose realtà attive sul resto del territorio nazionale, abbiamo deciso di aprire uno spazio di discussione da articolare in alcuni incontri seminariali. Il primo appuntamento, a Torino, ci ha portato a discutere di lavoro migrante e irregolarità, categorie essenziali – tra le altre cose – per approssimare la realtà del lavoro espressa dal nostro territorio. Tale appuntamento è particolarmente urgente alla luce dell’attuale situazione politica, che ci richiede uno sforzo di immaginazione nel tentativo di anticipare la forma e i contenuti delle lotte dei migranti dei prossimi anni. E’ necessario riproporre la centralità del lavoro migrante e riaffermarne il protagonismo, dal momento che nessuna delle forze che si candidano oggi al governo del paese pare intenzionata a mettere in discussione due leggi ugualmente inaccettabili, la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini.

Leggi il resoconto in formato .pdf

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