Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

Informazioni e Contatti

Telefono: 327-57-82-056
E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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sabato, 10 maggio 2008

"Siamo tantissimi!" - comunicato dopo il 1° maggio

“Siamo tantissimi!"

"Siamo tantissimi!" - questo gridavano i migranti dal carro che apriva la MayDay008, addobbato dagli striscioni che riportavano le rivendicazioni di questa MayDay: regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario, fine del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, chiusura di tutti i CPT dentro e fuori l'Europa.


Subito dietro un grande striscione fatto di tanti pezzi, i pezzi della catena transnazionale di lotta dei migranti, un filo che lega le tante tappe di una lotta che si aggira per l'Europa e ne supera i confini, comunicando con l'Africa e gli Stati Uniti, la lotta dei  migranti: taciuta dai media, ignorata da buona parte del mondo politico, temuta da chi costruisce discorsi politici sulla pelle dei migranti. A racchiudere tutto questo bastano due slogan: "No Borders, No Precarity!" scelto come slogan dell'euromayday008 e l'appello partito da Milano: contro la precarietà e il regime dei confini, transnazionalizzazione e autorganizzazione delle lotte.

In questa Euromayday è stata vinta una scommessa, è venuta meno la separazione
tra le lotte dei migranti da quelle contro la precarietà del lavoro, la centralità politica delle rivendicazioni dei migranti è innanzi tutto questo: la conquista di un protagonismo migrante che evade dai confini politici entro i quali vogliono ingabbiare il lavoro migrante. Confini di comunità, confini di cultura, confini di lingua, confini di provenienza, confini che separano e dividono i lavoratori migranti da tutti gli altri, costringendoli nell'angolo di un ricatto continuo, della diffidenza, della paura alimentata da retoriche razziste.

La presa di parola dei
migranti ha però mostrato un'altra cosa. Sotto il sole di Milano i migranti hanno
fatto vedere a cosa serve tutto questo e se ne sono fatti beffa: "Ci minacciano parlando di 300mila guardie pronte ad espellerci, ma nessuno ci fa paura!". Questa la risposta che da Milano arriva dritta a chi sulla pelle dei migranti costruisce il suo discorso politico e che interpella tutti.

Ma ci hanno detto anche altro, svelando a
cosa serve questo discorso: serve a celare il silenzio a cui si vuole ridurre il lavoro, in tutte le sue forme, atipiche, precarie, 'tradizionali' come qualcuno le chiama, senza vedere che la precarietà colpisce nelle fabbriche come nei call center, nei campi come nell'edilizia, nell'informazione come nei servizi. La costrizione e il ricatto contro il lavoro migrante sono l'arma con la quale vengono colpiti tutti i lavoratori, alimentando la paura e il sospetto. È un ricatto destinato a stringere ancora di più la sua morsa: è fresca la notizia che il parlamento europeo si appresta ad approvare una direttiva per allungare fino a 18 mesi la permanenza nei CPT. Una prospettiva che rende ancora più urgente il prossimo anello della catena transnazionale di lotta dei migranti del prossimo 6 giugno a Varsavia, contro l'agenzia europea di controllo delle migrazioni FRONTEX.

Se sempre più lavoratori
sono migranti, se questi sono sempre più ricattati, ridotti al silenzio, minacciati con i CPT e dal governo europeo delle migrazioni, sono tutti i lavoratori a doversi preoccupare, perché come è già accaduto poi toccherà a loro, perché tocca già anche a loro: la 'sicurezza' che spacciano come soluzione è un paravento, e non servirà ad aggiustare i conti delle famiglie, a conquistare diritti sul posto di lavoro, a rivendicare reddito, a costruirsi un futuro senza essere 'a disposizione' del padrone di turno.

Per questo il protagonismo dei migranti parla a tutto il lavoro, abbatte
una gabbia e rilancia in avanti una lotta comune: comune è la lotta dei migranti con i precari, comune è la richiesta di una regolarizzazione permanente, subito, per farla finita con le sanatorie truffa, tutte interne alla logica dello sfruttamento del lavoro migrante e della precarizzazione, con la falsità dei decreti flussi e della 'clandestinità' usata per criminalizzare i migranti quando non servono più, quando sono già stati sfruttati abbastanza, quando è ora di indicare un nemico.

Noi
crediamo che sia da qui, dal protagonismo migrante e dalla sua capacità di parlare a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, che dobbiamo rilanciare e continuare questa lotta. Per questo quando parliamo di lavoro migrante parliamo di tutto il lavoro, per questo i migranti, il primo maggio, gridavano "Siamo tantissimi" e dietro avevano migliaia di persone: migranti, italiani, precari, lavoratori.

Per continuare a lavorare in questa direzione saremo domani a Monza, presso la F.O.A. Boccaccio, alla prima assemblea per la costruzione del percorso della LongMayDay [leggi il comunicato della rete euromayday Milano008]

Laboratorio Antirazzista e delle resistenze sociali "L'incontro" - La Spezia
Coordinamento Immigrati Brescia
Coordinamento Migranti Bologna
Coordinamento Migranti Vicenza
Gruppo Migranti Torino

postato da: coordmigranti alle ore 19:01 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, mayday008
martedì, 22 aprile 2008

In centinaia in piazza per la Terza Giornata dei Migranti: FOTO - prenotazioni pullman per il primo maggio a Milano

clicca sulle immagini per vedere altre foto della giornata

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Per il terzo anno consecutivo, domenica 20 aprile, centinaia di migranti di Bologna e provincia hanno partecipato alla Giornata per i diritti e la libertà dei migranti in Piazza dell'Unità. Oltre i confini delle comunità, dai cinesi ai filippini, dai senegalesi ai marocchini ai pakistani hanno contributo con musica, balli e cibo a una giornata che è andata oltre la festa. Il primo torneo di Basket Migrante, che ha coinvolto le seconde generazioni, ha visto vincere a suon di Hip Hop una squadra cinese. Ma tutti noi migranti abbiamo vinto.

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Abbiamo mostrato che è possibile superare differenze e confini per discutere, organizzarci e lottare insieme contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, per la chiusura dei centri di detenzione, per la regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario. Contro quelli che ci vogliono divisi per cultura e comunità, abbiamo dimostrato che è possibile prendere parola insieme. Contro le retoriche razziste e criminalizzanti che cercano di metterci in competizione, diciamo che è possibile lottare insieme ai lavoratori italiani.
Da questa piazza è partito un forte appello alla partecipazione alla May Day 2008, per unire migranti e italiani contro i confini, contro la precarietà, per essere liberi di muoverci e di restare. In quello stesso giorno in molte città d'Europa e d'America i migranti scenderanno in piazza per la regolarizzazione,  perché è orami necessario andare oltre i territori locali e nazionali e rivendicare la libertà oltre i confini, a livello transnazionale.
Conosciamo la precarietà e diciamo che noi migranti siamo precari due volte. Come tutti i lavoratori, sperimentiamo sempre più contratti a tempo determinato, a progetto, attraverso agenzie interinali, nelle cooperative, nelle fabbriche, nelle case. Per noi migranti questo significa però rendere sempre più precaria la nostra libertà e la possibilità stessa di rimanere in Italia: se perdiamo il lavoro, rischiamo di diventare clandestini. E di essere rinchiusi nei C.P.T. in attesa di espulsione.
Per questo saremo in tanti a Milano, insieme a tutti i lavoratori, perché il ricatto del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro è un'arma "legale" usata contro di noi per precarizzare e impoverire tutto il lavoro.

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Primo maggio a Milano:
sono ancora disponibili posti sui pullman organizzati dal Coordinamento Migranti, ma è necessario prenotarsi chiamando il numero

327-57-82-056

scarica il numero 9 di Senza Chiedere il Permesso
CLICCA QUI
martedì, 15 aprile 2008

Comunicato stampa: Terza Giornata dei Migranti

A Bologna fervono i preparativi per la Terza Giornata per la libertà e i diritti dei Migranti, che si terrà in Piazza dell'Unità il 20 aprile, domenica prossima.

Per il terzo anno consecutivo noi migranti di Bologna e provincia ci prepariamo a una grande giornata di festa, di denuncia e di partecipazione dove dar voce al nostro protagonismo, per far sentire pubblicamente la nostra presenza e gridare le nostre richieste.

Nata da un esperimento tre anni fa, la Giornata dei Migranti ha visto crescere la partecipazione e l'attenzione intorno a sé. Stretti tra la criminalizzazione e il ricatto costante del contratto di soggiorno per lavoro, in questi anni noi lavoratori e lavoratrici migranti abbiamo lottato in prima persona contro la legge Bossi-Fini, contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, per la chiusura dei centri di detenzione e per l'abolizione del protocollo delle Poste. Lo abbiamo fatto abbattendo gli steccati tra le comunità e le culture, unendoci nella lotta comune per conquistare giustizia e libertà.

Una lotta che non si è mai interrotta e che rilanciamo, una lotta per il rispetto e la libertà ancora più urgente oggi, perché per noi migranti non si profilano tempi buoni.

Questo percorso ha prodotto numerose iniziative, presidi e manifestazioni di protesta. Ora, dopo due affollate assemblee tenute al centro Zonarelli nelle scorse settimane, noi migranti raccolti intorno al Coordinamento Migranti di Bologna daremo vita ad una giornata di festa e rivendicazione: per un giorno trasformiamo la nostra rabbia in festa, e piazza dell'Unità diventa la piazza dei migranti. Una piazza aperta a tutti coloro che vorranno ascoltare e unirsi alla nostra lotta. Al mattino, con il primo torneo di Basket Migrante dedicato alle seconde generazioni, al pomeriggio, con musica e balli fino a sera.

Per la presentazione dell'iniziativa, della piattaforma rivendicativa ed un programma più dettagliato, la stampa è invitata


GIOVEDI' 17 APRILE ALLE ORE 12

presso la SALA PARENTELLI del Comune di Bologna.

Coordinamento Migranti Bologna e Provincia
postato da: coordmigranti alle ore 15:02 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni, festa
giovedì, 10 aprile 2008

-- Ultim'ora: manifestazione contro lo sfruttamento del lavoro migrante in una azienda di Ponte Taro (PR) --

In seguito alla denuncia da parte di alcuni lavoratori di condizioni di lavoro insopportabili, sfruttamento del lavoro nero e la denuncia di violenze nei confronti di un lavoratore migrante in una azienda di Pontevivo (PR), il Coordinamento Migranti Bologna e Provincia esprime piena solidarietà ai lavoratori che hanno denunciato i soprusi e aderisce alla manifestazione indetta per domani mattina, venerdì 10 aprile, davanti ai cancelli dell'azienda Gardelli & Sani a Ponte Taro in Fontevivo (PR)

leggi il comunicato del Coordinamento Migranti:

L'ironia di un nome, la violenza del mercato del lavoro
postato da: coordmigranti alle ore 15:09 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
venerdì, 15 febbraio 2008

Senza Chidere il Permesso N°8 - Il prossimo passo

Il Coordinamento Migranti Bologna e Provincia aderisce alla giornata di mobilitazione del 16 febbraio e in questa occasione rilancia l'iniziativa di lotta dei migranti a Bologna e Provincia:

  • Nei prossimi giorni presenteremo ai dirigenti di Prefettura e Ufficio Stranieri le rivendicazioni dei migranti per un reale miglioramento nelle procedure di rinnovo e rilascio dei permessi, e per la regolarizzazione di tutti coloro che hanno presentato domanda con il decreto flussi.
  • Il 24 febbraio invitiamo tutti i migranti e le associazioni ad una assemblea che si terrà presso il centro Zonarelli, per decidere insieme il prossimo passo nella nostra lotta: iper avvicinarci a questa assemblea presentiamo un numero speciale di "Senza Chidere il Permesso", il giornale delle lotte dei migranti.


Scarica il numero 8 - numero speciale di "Senza Chidere il Permesso":
verso l'assemblea del 24 febbraio

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Scarica il comunicato stampa del Coordinamento Migranti

Comunicato stampa 16 febbraio



giovedì, 22 novembre 2007

Storia di Noureddin

Di chi è la colpa nei ritardi nel rinnovo dei Permessi??
Dalle Parole ai Fatti, la storia di Noureddin


Prima e dopo il presidio che il Coordinamento Migranti ha tenuto davanti all'Ufficio Stranieri di via Bovi Campeggi lo scorso 8 novembre abbiamo incontrato i responsabili di Questura e Prefettura. In questi incontri abbiamo denunciato la drammatica situazione che centinaia di migranti vivono a Bologna a causa dei ritardi nei rinnovi dei permessi di soggiorno. Abbiamo denunciato come una vera e propria rapina il protocollo con le Poste, ma abbiamo anche detto che molti di questi ritardi dipendono direttamente dalla Questura di Bologna, dalle sue inefficenze, dai malfunzionamenti e dalla leggerezza con la quale troppe volte vengono trattati i migranti quando si tratta dei loro documenti, pezzi di carta dai quali spesso dipende la loro vita.

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In questi incontri ci è stato detto che vivere qualche mese con la ricevuta "non è poi un dramma", ma abbiamo ricevuto anche rassicurazioni di ogni tipo. A queste non vogliamo rispondere, ma raccontare la storia di Noureddin. Una storia vera, solo una tra le tante:

Questa storia è cominciata molti mesi fa ma non sappiamo ancora come andrà a finire. E’ la storia di una pratica dispersa in mezzo a tante altre negli uffici della questura di Bologna. Peccato che da questa pratica aridamente burocratica e polverosa dipenda la vita di un uomo. Quell’uomo si chiama Noureddin, un nome straniero, anzi “extracomunitario”: forse per questo motivo i funzionari statali della questura non ritengono avere gli stessi doveri, di fronte a questa pratica, che avrebbero di fronte a quella con un nome italiano o di un paese conta.
E’ Noureddin in persona a raccontarcela, nato in una zona rurale del Marocco 41 anni fa. Sta a Bologna dal 2005 e lavora come operaio specializzato in un’azienda edile e questo non è un particolare secondario: se non fosse specializzato e quindi non facilmente sostituibile, probabilmente avrebbe già perso il lavoro a causa della disorganizzazione della questura della nostra città (cosa che porta direttamente alla perdita del permesso di soggiorno).
“Era il 19 marzo 2007 quando ho presentato la domanda di rinnovo del mio permesso di soggiorno, me lo ricordo bene. Lavoro in regola presso un’azienda edile dal 2005 come operaio specializzato e non ho avuto difficoltà a fornire tutti i documenti che erano richiesti  mediante la famosa raccomandata di POSTE ITALIANE.
Mi è arrivata poi una convocazione dalla questura per le “foto segnaletiche” (cioè per prendermi le impronte digitali) per il giorno 6 luglio. Ci andai, mi sottoposi alla procedura e mi dissero di ritornare in questura il 5 settembre per ritirare il mio permesso.
Così il 5 settembre ho chiesto un altro permesso al mio padrone e sono tornato in questura fiducioso, ma è stato un permesso sprecato perché l’unica cosa che mi hanno detto è stata di aspettare una convocazione scritta (potevano dirlo subito, no?)
In effetti in seguito è arrivata una convocazione per il 20 settembre e vi giuro che questa volta è stata una bella fatica ottenere un altro permesso dal padrone, ho dovuto proprio litigare e alla fine mi sono sprofondato in scuse e promesse che sarebbe stata l’ultima volta (come se potesse dipendere da me!). Comunque il 20 settembre ero in fila davanti alla questura alle ore 11 del mattino. Quando è toccato a me mi sono scontrato con il poliziotto che faceva “il filtro” davanti al portone, costui si comportava in modo poco civile, per non dire francamente arrogante, anche se sembrava che non avesse molto idea di quello che faceva (o almeno questa è l’impressione che dava). Non ha dato la minima importanza alla convocazione arrivatami dalla questura stessa e mi ha risposto sgarbatamente di controllare la mia pratica in internet. A quel punto mi sono trovato completamente confuso, non sapevo cosa fare e avevo anche paura per il mio posto di lavoro. Ho pensato allora di andare all’ufficio stranieri della C.G.I.L. Qui ho parlato con la signora Elisabetta che mi ha ascoltato e ha capito la mia rabbia, la mia sensazione di impotenza e il mio stato di confusione nonostante le mie difficoltà con la lingua italiana. Ho lasciato a lei le fotocopie di tutti i documenti e mi ha dato appuntamento per il 27 settembre. In questa data l’impiegata della C.G.I.L. mi ha comunicato un altro appuntamento, fissato al primo ottobre, per le famose “foto segnaletiche” (che avevo già fatto in luglio, come ricorderete), perché – una sfortuna pazzesca? - erano venute male (vaglielo a spiegare al padrone!).
Come potete immaginare stavolta stavo proprio per perdere il lavoro con questi continui permessi inutili, alla fine con gran pazienza e molte umiliazioni sono riuscito a convincere il padrone e mi sono presentato di nuovo alla questura il primo di ottobre.
Mi hanno di nuovo preso le impronte e mi hanno detto di tornare dopo un mese. Il 15 novembre sono stati capaci di dirmi che la pratica era incompleta perché mancava il CUD e l’ultima busta paga (FALSO: avevo consegnato tutto all’inizio alla posta!!).
Sono tornato in questura il 19 novembre con una seconda copia del CUD e la busta paga di ottobre . Ma credete che la mia pratica fosse conclusa? NO! Il funzionario è andato a controllare pratica poi è tornato dicendo di ripresentarmi il 10 dicembre per RIFARE LE IMPRONTE!!
Sono tornato all’ufficio della C.G.I.L. in preda al panico. La signora Elisabetta era sorpresa quanto me e non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Non ha potuto dirmi altro che di ASPETTARE LA RISPOSTA.

OGGI NON SO COSA FARE”


Intervista raccolta il 19/11/07

postato da: coordmigranti alle ore 09:00 | link |
categorie: comunicati, parole migranti
martedì, 13 novembre 2007

1 dicembre giornata nazionale di mobilitazione contro il protocollo con le Poste

CANCELLARE  IL  PROTOCOLLO CON LE POSTE
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 
SABATO 1 DICEMBRE


Basta con la rapina delle Poste
per il rilascio e  il rinnovo dei permessi di soggiorno

Per la regolarizzazione permanente dei/delle migranti
 

L'assemblea nazionale delle reti migranti e antirazziste riunita a Brescia domenica 11 novembre a quasi due anni dalla sottoscrizione dell'accordo tra Ministero dell'Interno e Poste Italiane per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno indice una giornata di mobilitazione per sabato 1 dicembre in tutte le città- con presidi, iniziative davanti alle Poste e a quegli enti e istituzioni che gestiscono le pratiche -  per cancellare quel Protocollo.
Un protocollo stipulato tra il governo Berlusconi e le Poste che l'attuale governo non mostra alcuna volontà di abrogare. Un protocollo che rapina i/le migranti perché estorce  loro, familiari compresi, più di 70 euro per il rinnovo di ogni permesso di soggiorno, che viene consegnato anche un anno dopo. E siccome i rinnovi dei permessi di soggiorno sono collegati ai contratti di lavoro, spesso precari, molti/e migranti devono sostenere i costi del rinnovo anche più volte in brevi periodi. Ancora una volta procedure diverse per chi viene considerato cittadino di seconda categoria, basti pensare che per la carta di identità si pagano pochi euro e viene consegnata in giornata.
E' ora di dire basta a questa ingiustizia. Vogliamo che i permessi di soggiorno si possano rinnovare a costi bassi, con pratiche semplici, trasparenti e in tempi certi.
Inoltre il nuovo decreto flussi  varato dal governo contribuirà a mantenere in condizioni di "clandestinità e irregolarità" centinaia di migliaia di migranti. Annunciare la disponibilità di posti di lavoro in Italia, suddivisi per quote e nazionalità, per chi si trova nel proprio paese d'originesignifica riprodurre ancora una volta quell'atteggiamento ipocrita  che fa finta di non vedere che i/le migranti che presenteranno domanda  sono già presenti sul territorio italiano, lavorano e sono sfruttati senza avere diritti.
Non vogliamo protocolli, decreti o leggi che favoriscono la "clandestinità e l'irregolarità" dei/delle migranti. Non vogliamo che si continui a concepire i/le migranti solo ed esclusivamente come  forza-lavoro flessibile, ricattabile e senza diritti e dignità. E' necessaria una regolarizzazione permanente dei/delle migranti presenti sul territorio in modo da farli uscire dalla condizione infernale della "clandestinità".
Facciamo appello a tutte le realtà migranti e antirazziste a costituire in ogni città comitati e coordinamenti che in modo unitario organizzino e favoriscano la partecipazione alla giornata di mobilitazione del  1° dicembre per cancellare il Protocollo con le Poste.
 
Assemblea nazionale delle reti migranti e antirazziste
Brescia 11 novembre 2007


Tornare a Genova
per chiudere i Cpt e cancellare il decreto sulla sicurezza

Saremo a Genova il 17 novembre. Cammineremo di nuovo su quelle strade come il 19 luglio del 2001, quel giorno una grande manifestazione per i diritti dei migranti  attraversò la città e apri le giornate di contestazione al g8 con le stesse parole d’ordine che ci uniscono ancora oggi. Sono passati alcuni anni da quel giorno, sono cambiati i governi, abbiamo continuato a lottare e abbiamo sentito molte promesse, ci hanno raccontato che i Cpt potevano essere “ superati” e “ umanizzati”. Ma i Cpt, nelle loro varie forme e sperimentazioni, non solo continuano ad esistere ma la logica della detenzione amministrativa e del controllo sociale continua ad espandersi fuori le mura di quelle strutture inumane. I migranti continuano a essere reclusi in quelle galere etniche, continuano a essere trattati come una questione di “ordine pubblico”  e a morire. Una sorta di “diritto speciale” contro la libertà di circolazione dei migranti. Così come il recente decreto sulla sicurezza  varato dal governo che permette deportazioni di massa, assegna poteri eccezionali ai prefetti e criminalizza intere comunità. Non si può emendare il razzismo e la xenofobia. C’è un filo che lega la legislazione d’emergenza contro i migranti e la volontà di ricostruire nelle aule dei tribunali, con centinaia di anni di carcere, la storia dei movimenti sociali. La libertà di movimento e il conflitto sociale devono essere controllati, disciplinati, confinati e infine repressi. Facciamo appello a tutte le reti e associazioni dei migranti e antirazziste ad essere a Genova  per far sentire la nostra voce, per dire che i cpt vanno chiusi e il decreto sulla sicurezza cancellato.
 

Assemblea nazionale delle Reti migranti e antirazziste
Brescia -11 novembre 2007
postato da: coordmigranti alle ore 15:42 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, migranti antirazzismo