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giovedì, 19 ottobre 2006

Comunicato stampa: Gli impegni della Questura

Leggi il comunicato stampa sull'incontro del 14 ottobre
con la Questura:

Dopo le nostre denunce del trattamento subito dai migranti durante le file per il rinnovo all’Ufficio Stranieri, dopo il presidio del 7 ottobre di fronte alla Prefettura di Bologna, i responsabili della Questura hanno chiesto un incontro con il Coordinamento Migranti Bologna. Durante quell’incontro, avvenuto il 14 ottobre, abbiamo riportato le denunce che i lavoratori e le lavoratrici migranti hanno espresso nelle assemblee e urlato in piazza, e la determinazione a mobilitarci ancora se non avremo risposte concrete.

Il vicario del Questore e la responsabile dell’Ufficio Stranieri hanno assunto di fronte ai migranti degli impegni precisi:

-    Ripristinare la lettera di accompagnamento al cedolino, aggiornata alla luce della circolare emessa ad agosto dal ministero degli interni, secondo cui la ricevuta di rinnovo permette di usufruire di tutti i diritti garantiti dal permesso (fatta eccezione per l’espatrio). La lettera di accompagnamento verrà distribuita automaticamente a chi si presenta all’Ufficio Stranieri con la dichiarazione di disoccupazione, mentre tutti gli altri migranti potranno averla su richiesta.

-    Controllare i documenti al momento della consegna, in modo da evitare attese di 2, 3 mesi per poi sentirsi dire che manca un documento e iniziare così nuovamente l’attesa per il rinnovo.

-    Rilasciare il permesso di soggiorno con validità a partire dalla data di consegna in modo da evitare che, a causa dei ritardi, l’effettiva validità del permesso si riduca a pochi mesi.

-    Prendere in considerazione la situazione di molti migranti che pur avendo al momento del rinnovo un contratto di lavoro rischiano di perdere il permesso perché il loro reddito dell’anno precedente risulta insufficiente. Non possiamo essere espulsi per colpa dei bassi salari o di contratti di lavoro a tempo determinato.

-    Ridurre i tempi di inserimento dei figli appena nati nel permesso o nella carta di soggiorno.

-    Il trasferimento dell’Ufficio stranieri in una nuova sede in via Bovi Campeggi, con spazi e personale adeguato, entro la fine del 2006, per porre fine alle umilianti condizioni alle quali siamo costretti negli attuali spazi di via Agresti.

Questi impegni, se saranno rispettati, potranno migliorare la nostra vita di tutti i giorni a Bologna e in Provincia, e per questa ragione continueremo a verificare che alle parole seguano i fatti, con la stessa determinazione a scendere in piazza se non ci saranno miglioramenti concreti. Ma sappiamo anche che questo non cambierà la condizione di ricatto a cui il contratto di soggiorno per lavoro (il permesso legato al lavoro e al salario) e i Centri di Permanenza Temporanea (istituiti anche a Bologna dalla Turco-Napolitano) costringono tutti i migranti. Per questo continueremo a lottare, come abbiamo fatto il 7 ottobre per la giornata transnazionale di lotta dei migranti, come abbiamo fatto nei presidi e nelle manifestazioni nazionali di questi ultimi anni contro la legge Bossi-Fini. Non vogliamo e non dobbiamo fermarci, perché le ipotesi di riforma proposte dal ministro Amato sono il chiaro segno che il nuovo governo intende cambiare la facciata per lasciare intatto il cuore della legge Bossi-Fini. A Bologna, in Italia, in Europa e oltre, continueremo ad alzare la voce contro lo sfruttamento del lavoro migrante!
postato da: coordmigranti alle ore 13:27 | link |
categorie: comunicati

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