


COMUNICATO STAMPA del 17 luglio 2007
Tempi brevi e aperture straordinarie per il rilascio dei passaporti, Hamidou invece deve aspettare il 5 agosto 2008 per il suo permesso di soggiorno! La Questura di Bologna discrimina tra migranti e cittadini bolognesi nell’indifferenza generale: la storia di Hamidou Mbengue.
Durante la manifestazione dei migranti del 7 luglio contro il rinnovo alle Poste e i ritardi nel rilascio dei permessi di soggiorno, un uomo che assisteva al corteo si è avvicinato, gridando che anche lui deve aspettare per un documento, e paga le marche da bollo. Quell’uomo non capiva perchè i migranti protestassero in prima persona, dato che le inefficienze e i costi della burocrazia italiana colpiscono tutti.
Ora leggiamo – con largo spazio sulla stampa – che la questura di Bologna, dopo le proteste di alcuni cittadini che vedevano sfumare le loro vacanze, ha deciso di raddoppiare il servizio per il rilascio dei passaporti, e di aprire in via straordinaria i suoi uffici: d’incanto, una pratica che prima durava 40 giorni, adesso ne dura 20 e, pare, a breve 15. In questi giorni verranno consegnati d’urgenza i passaporti richiesti il 26 giugno. È una cosa buona e giusta. A noi piacciono tanto i servizi pubblici efficienti, e questo magnifico exploit vuol dire che si possono migliorare.
Dobbiamo però notare che ancora una volta qualcosa non funziona quando si tratta di migranti. In questi stessi giorni, Hamidou Mbengue, senegalese, ha ricevuto la convocazione per il rinnovo del permesso di soggiorno: dopo aver fatto domanda tramite le Poste, dopo essere andato in Questura per l’identificazione il 18 maggio 2007, Hamidou ha ricevuto la convocazione per “integrazione documenti” (deve portare 4 fototessere) il 5 agosto 2008, cioè tra tredici mesi!!! Che succederà a Hamidou in questi 13 mesi? Gli daranno un permesso già scaduto? Come è possibile tutto questo?
Non sappiamo se anche questa volta, come tante, troppe volte, qualcuno negli uffici della Questura abbia commesso un errore materiale. Sappiamo che dopo anni di proteste – spesso con poca attenzione da parte della stampa –, a parte le promesse nulla si è mosso sul piano dei tempi di rinnovo dei permessi di soggiorno.
I cittadini che aspettano – al coperto – il loro passaporto per andare in vacanza potrebbero provare a girare l’angolo, e vedrebbero le decine di migranti in fila – sotto il sole o la pioggia – che aspettano i loro documenti. Avevamo denunciato mesi fa il razzismo istituzionale strisciante negli uffici della Questura, ma ormai siamo a un esplicito razzismo istituzionalizzato: i cittadini bolognesi devono andare in vacanza, Hamadou invece può aspettare il 5 agosto 2008! Per i migranti non si fa nulla: il governo parla a vuoto, la Questura se ne lava le mani, le Poste lucrano. Intanto le nostre vite rimangono appese ad un foglio, ad un timbro, alla voglia dei funzionari di valutare le nostre pratiche. Lo abbiamo denunciato molte volte: la Questura è responsabile dei ritardi nei rinnovi, ma adesso con la pratica alle Poste fa finta di niente! Se il problema è la Bossi-Fini, una legge che rende impossibile rinnovare i permessi, allora i funzionari dovrebbero dire ad alta voce, che per loro così è impossibile lavorare in modo efficiente!
E invece continuano ipocrisie e silenzi: ad ottobre, ci dissero che sarebbe stato aperto un nuovo ufficio stranieri in via Bovi Campeggi. Dissero entro Natale, poi entro Pasqua... siamo ormai in estate e si parla dell’ufficio solo per dire che occorre aspettare ancora! Il vice questore diede la sua parola, mentre ancora in maggio – in un’occasione solenne – il questore in persona disse che “a giorni” sarebbero stati aperti gli uffici. Ma come fidarsi dopo tutto questo tempo? E come ci possiamo fidare di chi, anziché sostenere la nostra protesta, allora appoggiò le bugie dei funzionari della Questura e oggi tace: sui giornali si leggeva che tutto si sarebbe risolto a breve. E invece nulla si è mosso e adesso dobbiamo anche pagare 72 euro in più!!!
I cittadini di Bologna per fortuna potranno andare in vacanza con i passaporti rinnovati, mentre noi dovremo rimanere con il rischio della clandestinità, dell’espulsione e della disoccupazione. Che i migranti siano considerati dalla Bossi-Fini solo forza lavoro senza diritti lo sappiamo, che la Questura si disinteressa dei nostri problemi anche, ma tutto questo accade nel silenzio più totale del mondo politico e dei sindacati. A pagare il prezzo di tutto questo siamo solo noi, sono i tanti Hamidou che per incompetenze, errori o scandalosi ritardi passeranno mesi di paura e rabbia, in attesa di un foglio che gli spetta, ma non arriva mai. I migranti ormai lo sanno, sono stanchi delle promesse fatte solo per farli tacere, e sono pronti a nuove mobilitazioni. E non per andare in vacanza…
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia

donne migranti in prima fila ad aprire il corteo
rabbia e determinazione in via Rizzoli
Il governo è responsabile del furto che i/le migranti subiscono con il rinnovo alle Poste s.p.a.!!
La legge Bossi-Fini, il legame tra permesso di soggiorno e lavoro, i CPT costringono i/le migranti in catene..
..ma oggi i/le migranti sono scesi in strada in prima persona, per rompere le catene del loro sfruttamento e farsi sentire: continua il percorso verso una grande mobilitazione nazionale per la libertà di movimento e il diritto di restare.
Davanti alle Poste centrali di Bologna i/le migranti hanno strappato centinaia di moduli per il rinnovo dei permessi di soggiorno gridando: "Noi siamo qui, senza chiedere il Permesso!!"