Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

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giovedì, 21 dicembre 2006

Un'altra rapina ai danni dei migranti


CHE COSA CAMBIA CON LA CONSEGNA DEI DOCUMENTI ALLE POSTE?
PER ORA DELLE SPESE IN PIU', TANTA CONFUSIONE E IL TRAFERIMENTO DELLE FILE DALLA QUESTURA AI SINDACATI


Ci stanno rapinando. La prima rapina è quella della legge Bossi-Fini che ci impedisce di ritirare i contributi versati all'Inps se decidiamo di lasciare l’Italia, che ci rende ricattabili costringendoci ad accettare paghe da fame. La confusione sul trasferimento del TFR, poi, rischia di colpire soprattutto noi migranti a causa della nostra mobilità. Come se non bastasse, il governo, in accordo con l'associazione dei comuni italiani, con il Protocollo con le Poste SpA per la presentazione delle domande di rinnovo dei permessi di soggiorno (operativo dall’11 dicembre) decide una terza rapina, facendo pagare a ogni migrante 30 euro, più 15 di bollo, ogni volta che deve rinnovare il permesso di soggiorno, senza contare le 27 euro da versare per ritirare il nuovo permesso elettronico. D'ora in poi, basterà presentarsi presso qualsiasi "sportello amico" per farsi sottrarre parte del salario! E’ un furto privato a partecipazione pubblica: la frequenza con cui siamo costretti a rinnovare, a causa del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, trasformerà i nostri redditi nel miglior sostentamento dell'azienda privata Poste SpA.
Ma come funzionerà questa grande innovazione che, ci dicono, risolverà i problemi delle attese e dell'intasamento burocratico? Dopo aver consegnato i moduli compilati alle poste, i migranti verranno chiamati in Questura prima per consegnare le foto su “sfondo bianco”, secondo la precisazione del ministero che teme che il coloro della pelle impedisca l’identificazione. Poi, per ritirare il rinnovo o il diniego. La ricevuta rilasciata al momento della consegna dei moduli alle poste varrà come "cedolino": vedremo nei prossimi mesi se padroni e agenzie interinali assumeranno i migranti con la ricevuta emessa dall'azienda privata Poste SpA! Il ministero dell’Interno prevede tempi di rinnovo non superiori a trenta giorni. Intanto però a Bologna niente è scontato. La Questura dichiara di voler tenere aperti gli sportelli per il ritiro cinque giorni a settimana e assicura la possibilità di eventuali integrazioni dei moduli consegnati alla posta. Poi ci dicono però di avere tre mesi di pratiche di rinnovo arretrate, senza contare quelle che ogni giorno arriveranno negli uffici con la nuova gestione. Poi ci dicono che non potremo ritirare più nei quartieri e che dovremo tornare in fila all’Ufficio stranieri, e dopo aver prima garantito la nuova sede di Bovi Campeggi per la fine dell’anno adesso scopriamo che dobbiamo ancora aspettare. Non festeggeremo con l’albero di Natale ma con l’uovo di Pasqua, ci dicono. Non ci pare che tutto questo accorcerà i tempi dei rinnovi, visto che i passaggi amministrativi si sono moltiplicati. Ma per saperlo con certezza dovremo aspettare, e dovremo aspettare anche per sapere come funzionerà questa nuova gestione privata dei rinnovi. Ma d’altra parte il tempo è la prima cosa che ci hanno rubato.
Di molte cose però siamo sicuri: siamo sicuri che questa forma di decentramento privato ci costerà molto cara, e siamo sicuri che non hanno detto una parola a riguardo Cgil Cisl e Uil a cui questi nuovi accordi sembrano andare bene se si sono affrettate a stipulare un protocollo col ministero per contribuire a questa nuova gestione. Continuano a tacere sull’abolizione del contratto di soggiorno per lavoro e sulla chiusura senza se e senza ma dei C.P.T. Si limitano a richiedere un allungamento dei tempi del permesso. Intanto, le file per il rinnovo si sono spostate dalla Questura al Centro Stranieri della Cgil, con appuntamenti fino a febbraio.
Non possiamo salutare con favore i plausi e nemmeno i colpevoli silenzi di chi come i sindacati accetta senza dire una parola l’ultima rapina, o i comuni che hanno rifiutato la possibilità di gestire le pratiche di rinnovo. Molti sono i complici. Per quanto ci riguarda, non abbiamo intenzione né di applaudire né di restare in silenzio. Abbiamo capito di non avere altri amici che noi stessi, per questo il nuovo anno dei migranti comincerà con la lotta contro queste nuove rapine sul salario dei migranti!

Coordinamento Migranti Bologna e Provincia
postato da: coordmigranti alle ore 14:56 | link |
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venerdì, 01 dicembre 2006

Documento del Tavolo Migranti

Pubblichiamo il report conclusivo della riunione del Tavolo Migranti che si è tenuta a Bologna  lo scorso 19 novembre:

La riunione del Tavolo migranti del 19 novembre scorso ha affrontato in primo luogo la discussione sulle iniziative del governo contro i migranti. È stata sottolineata la necessità di superare le restrizioni che tutte le misure governative stanno imponendo all’esistenza dei migranti e delle migranti. Invece che abrogare la Bossi-Fini (cosa che sotto molti aspetti si potrebbe fare per via amministrativa agendo sui decreti attuativi), il governo sta pianificando di tornare alla Turco Napolitano, che dopo tutto era stata approvata dall’attuale maggioranza. In questa direzione vanno il mantenimento dei Cpt, il rifiuto di una legge in materia di diritto d’asilo, l’innovazione risibile dello sponsor individuale, cioè del permesso di soggiorno per ricerca lavoro. Sullo stesso piano si colloca la proposta di legge sulla cittadinanza, che solo prevede nominalmente il suo riconoscimento a chi nasce in Italia, occupando però poi gran parte dei suoi sforzi a stabilire limitazioni all’accesso alla cittadinanza stessa. E, d'altra parte, la nuova normativa sul TFR finirà per danneggiare i migranti ancor più degli altri lavoratori. Non si tratta più e solo di ribadire le rivendicazioni che sono state già al centro delle manifestazioni nazionali degli ultimi due anni, ma di articolare nuovamente una proposta politica che sia propria di tutto il movimento dei migranti e antirazzista.

È ormai per noi una soglia raggiunta e dalla quale non si può tornare indietro che le iniziative del movimento dei migranti devono essere pensate e fatte a partire dai migranti, non dalle promesse dei governi che si autodefiniscono amici e nemmeno dai bisogni di visibilità e di presenza delle organizzazioni.

Su questi altri temi emersi nella discussione è necessario riaprire il dibattito affinché le mobilitazioni – che pure ci sono - escano dalla dimensione locale o perdano il carattere estemporaneo e molto parziale che le sta connotando.

A questo scopo nelle prossime settimane invieremo a tutti una proposta di discussione sulla situazione attuale, che speriamo possa funzionare da base per riprendere l’iniziativa politica sia nei territori sia a livello nazionale.

Centrale sarà per noi nei prossimi mesi inoltre la partecipazione al processo di costruzione all’assemblea della prossima primavera a Bruxelles per la campagna di legalizzazione a livello europeo che era già al centro della giornata transnazionale di lotta dei migranti dello scorso 7 ottobre. Per le lotte dei migranti l’Europa d’altra parte rappresenta ormai una dimensione ineludibile non solo perché in Europa vengono ormai decise molte misure repressive, ma anche perché la lotta contro i confini d’Europa rappresenta anche una possibilità che è impossibile trascurare.

Tavolo migranti
postato da: coordmigranti alle ore 14:32 | link |
categorie: tavolo migranti