Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

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il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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martedì, 28 marzo 2006

IL 23 APRILE GIORNATA DEI MIGRANTI IN PIAZZA DELL'UNITA'

Appello alle associazioni dei migranti di Bologna e provincia:

PER NON RIMANERE NEL SILENZIO!

per dire No alla legge Bossi-Fini,
per non tornare alla Turco-Napolitano!

Negli ultimi due anni, nell’ambito della grande mobilitazione nazionale del movimento dei migranti, il Coordinamento Migranti Bologna e Provincia è sceso in piazza contro la gestione vergognosa dei rinnovi e dei rilasci dei permessi di soggiorno da parte della Prefettura e Questura di Bologna. Oggi, le risposte dei rappresentanti del governo e degli enti locali appaiono del tutto insufficienti: nonostante l’avvio del decentramento presso i quartieri, i tempi di attesa per il rilascio dei permessi, delle carte di soggiorno non sembrano diminuiti né a Bologna né tanto meno in provincia. Ugualmente lunghi sono i tempi di attesa per i ricongiungimenti familiari. Inoltre, a causa dei contratti di lavoro a tempo determinato i permessi di soggiorno sono nuovamente di breve durata, e spesso i salari risultano troppo bassi per raggiungere la soglia di reddito necessaria al rinnovo del permesso.
Lo scorso 25 giugno siamo scesi in piazza contro il Regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini che, a causa della richiesta di un certificato di idoneità abitativa, pone ancora oggi migliaia di migranti sulla soglia della clandestinità: la modifica dei criteri di idoneità abitativa da parte dei comuni non rappresenta una soluzione alla discriminazione che noi migranti subiamo, poiché per ottenere un contratto di lavoro non solo dobbiamo avere in tasca il permesso di soggiorno, ma dobbiamo anche dimostrare di aver un alloggio adeguato.

Soltanto l’abrogazione della legge Bossi-Fini e della Turco-Napolitano, con la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea e la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro possono migliorare realmente le condizioni di vita e di lavoro, oggi sempre più dure e difficili.
 
Anche quei migranti che in questi giorni tentano di vincere, a proprie spese, la “gara” per entrare nelle quote, così da regolarizzarsi o accedere legalmente in Italia subiranno il ricatto determinato dal contratto di soggiorno per lavoro: tutti noi migranti, residenti in Italia da molti anni o da pochi, con permesso di lavoro o per studio, e anche i nostri figli al compimento dei 18 anni, saranno costretti ad accettare qualsiasi lavoro, anche con bassi salari e privo delle condizioni di sicurezza, per poter rinnovare un permesso di soggiorno, che non garantisce l’effettivo godimento delle pensioni e la disponibilità dei contributi versati.

Oggi più che mai è quindi urgente riprendere la discussione e la comunicazione tra le diverse associazioni, comunità e migranti. Sappiamo, infatti, che non sarà un cambio di governo a cambiare le cose. Il centro-sinistra recepisce, almeno a parole, alcune richieste avanzate dal movimento dei migranti in questi anni, prevedendo un miglioramento amministrativo nella gestione dei permessi. Tuttavia, accettando il meccanismo delle quote dimostra di non volere superare né l’istituto del “contratto di soggiorno per lavoro” né i Centri di Permanenza Temporanea.

Per questo motivo, invitiamo tutte le associazioni, le comunità, i lavoratori e le lavoratrici migranti di Bologna e provincia a partecipare ad una grande

ASSEMBLEA, DOMENICA 26 MARZO, ORE 16.00
PRESSO IL CENTRO INTERCULTURALE ZONARELLI, VIA SACCO 14


… per discutere dei problemi dentro e fuori i luoghi di lavoro, della difficile situazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati privi di una legge che li tuteli realmente, e per organizzare insieme una grande iniziativa da  tenersi il 23 aprile in piazza dell’Unità: per un momento di festa e di comunicazione nel quale lavoratori, lavoratrici e studenti, migranti e italiani possano prendere direttamente parola per imporre al prossimo governo, qualunque sia il suo colore, la forza delle nostre rivendicazioni.

Coordinamento Migranti Bologna e provincia
postato da: coordmigranti alle ore 14:15 | link |
categorie: manifestazioni, assemblee

NO ALLA TRUFFA DEL DECRETO FLUSSI

Comunicato stampa del Coordinamento Migranti di Bologna e Provincia sul decreto flussi

DALLE QUESTURE ALLE POSTE

Migliaia di uomini e donne, in questi giorni, sono stati in fila di fronte agli uffici postali in condizioni di difficoltà e umiliazione, questo perché la lotteria delle quote rappresenta l’unica possibilità per accedere legalmente in Italia o l’unico modo per regolarizzarsi ed allontanare la minaccia di detenzione ed espulsione. Come per la sanatoria del 2002, siamo tuttavia ancora noi migranti a dover pagare a caro prezzo per poter accedere a quella che si presenta come una vera e propria “gara”. Ancora una volta, abbiamo visto moduli e contratti venduti a caro prezzo, compilazioni a pagamento, ricatti di ogni genere. E di fronte agli uffici postali non ci sono certo i padroni!
Le coperte, le vivande e il sostegno di molti ai migranti che hanno trascorso un’altra notte per strada al freddo per non perdere il posto sono stati certamente un sollievo, ma questo non basta! Dobbiamo avere il coraggio di denunciare le truffe ai nostri danni generate dalle “gare della regolarizzazione” e dobbiamo denunciare che giorni e giorni di attesa davanti alle questure o alle poste non sono una novità legata al decreto flussi, ma sono ormai la condizione normale per migliaia di uomini e donne la cui permanenza in Italia è legata a un contratto di lavoro e alle decisioni dei padroni.
Le quote sono ancora una colonna portante del programma di governo del centro sinistra, che dice di voler abrogare la Bossi-Fini, ma ripropone la logica del contratto di soggiorno per lavoro e con essa i flussi e i centri di permanenza temporanea che ne sono il corollario.  Noi siamo invece convinti che solo una reale abrogazione della Legge Bossi-Fini senza che si torni alla Turco-Napolitano e la rottura tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro possano produrre un miglioramento reale delle nostre condizioni. Contro un governo delle migrazioni che produce clandestinità, rivendichiamo UNA REGOLARIZZAZIONE PERMANENTE SLEGATA DAL LAVORO. Una regolarizzazione che non significhi solo acquisizione del permesso di soggiorno e del DIRITTO DI MUOVERSI, ma anche di un insieme di garanzie che diano senso al DIRITTO DI RESTARE. Dalla sanità alla scuola, dagli asili all’effettivo godimento delle pensioni e alla disponibilità dei contributi versati.
Crediamo che non siano partiti e sindacati, che oggi si mettono nell’ottica della gestione della legge Bossi-Fini e del decreto flussi, a poterci dare ciò che rivendichiamo. Per questo, stiamo costruendo a partire da queste parole d’ordine una assemblea provinciale di lavoratori e lavoratrici, migranti e italiani, per il prossimo 26 marzo; una tappa nel percorso di costruzione di una grande giornata di mobilitazione in Piazza dell’Unità il prossimo 23 aprile. È un percorso per noi necessario, perché oggi più che mai è la presa di parola dei migranti la forza sulla quale dobbiamo contare.

COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA e PROVINCIA
postato da: coordmigranti alle ore 14:12 | link |
categorie: comunicati